Milano 13.12.2011 – Trasformare i pannolini usati in arredi urbani ed oggetti in plastica, eliminarli dalle discariche, questa la sfida vinta da Pampers con la collaborazione del Centro Riciclo Vedelago (TV) e il Comune di Ponte nelle Alpi (BL) che intendono dar vita al primo sistema sperimentale in Italia di raccolta e riciclo dei pannolini usati. Finalità del progetto è infatti validare l’intera filiera, dalla raccolta differenziata specifica dei prodotti assorbenti per la persona, di tutte le marche, fino alla trasformazione in nuove materie prime da utilizzare in altri processi produttivi. Il nuovo sistema per il riciclo potrebbe essere operativo a Vedelago (TV) presso il Centro Riciclo Vedelago, con cui si stanno definendo gli accordi, già da Settembre 2012, e potrà servire a regime circa 400.000 abitanti, principalmente dell’area fra le province di Treviso e Belluno.

In Italia si producono ogni anno poco più di 32 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (fonte ISPRA 2009), il 3% di questi è rappresentato da prodotti assorbenti per la persona di tutte le marche (pannolini, assorbenti femminili, prodotti per l’incontinenza).

Fondamentale  l’unità d’intenti fra i tre promotori del sistema per il riciclo dei pannolini usati. Questa la collaborazione che si intende realizzare:

-              Fater spa, l’azienda che produce e commercializza i pannolini Pampers in Italia, ha promosso l’idea del sistema e sviluppato il processo tecnologico per trasformare il rifiuto pannolino in nuova materia prima seconda. Il processo tecnologico, sviluppato su brevetti italiani Fater, genera plastica in granuli, da cui si possono realizzare molteplici oggetti di uso quotidiano, e materia organico-cellulosica, riutilizzabile per realizzare cartoni per imballaggi industriali o come  fertilizzante.

-              Il Comune di Ponte nelle Alpi, fra i “comuni ricicloni italiani” che vanta l’88% di raccolta differenziata,  si occuperà di separare nella raccolta pannolini per bambini e altri prodotti assorbenti per la persona conferendoli presso il  Centro Riciclo Vedelago.

-              Il Centro Riciclo Vedelago, che differenzia e ricicla già i rifiuti di più di 1.200.000 abitanti di comuni nelle province di Treviso e Belluno e sviluppa progetti di ricerca sul riciclo, accoglierà presso il suo centro l’impianto di Fater spa, dedicato esclusivamente ai prodotti assorbenti per la persona, e provvederà al riciclo, a regime, di 5.000 tonnellate di tali prodotti usati.

 

“Abbiamo inteso dare un contributo a ridurre il problema dei rifiuti, così sentito in Italia,   trasformandolo in vantaggio”, ha dichiarato Roberto Marinucci, direttore generale di Fater spa; “la sostenibilità infatti fa vincere tutti e non obbliga a compromessi; spero che questa prima esperienza di sistema in Veneto possa decollare e in futuro motivare anche altri distretti ed espandersi a livello nazionale”. Ezio Orzes, Assessore all’Ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi ha osservato: “Il rifiuto residuo è un indicatore dell’inefficienza del nostro sistema economico e produttivo. Ponte nelle Alpi vuole andare oltre la raccolta differenziata e affrontare, assieme ad aziende responsabili, le ultime frontiere dell’indifferenziato per giungere al riciclo totale”.

 

“Precorrere i tempi, investire nell’innovazione e nella ricerca è da sempre ciò che ci anima – ha aggiunto Alessandro Mardegan amministratore unico del Centro Riciclo Vedelago – Ho ereditato tali principi da mio padre Artemio prima e da mia madre Carla Poli che condivide con me la guida del Centro Riciclo Vedelago. L’impegno di tutte le persone di CRV, la collaborazione con Fater e con Ponte nelle Alpi in questo progetto, dimostra che se tutti gli attori della filiera creano un’alleanza virtuosa si generano nuove prospettive per l’ambiente dove i  nostri figli hanno diritto di vivere meglio. Trasformare i problemi in risorse, questa la vera sfida da vincere”.

 

Oggi in Italia i prodotti assorbenti per la persona usati sono smaltiti in discarica (77% del volume di prodotto usato) o tramite incenerimento (23%). Il nuovo sistema di raccolta e riciclo è “carbon negative”. Ambiente Italia, istituto indipendente di analisi e ricerca ambientale, infatti,  ha analizzato la fase di post uso del prodotto ed ha evidenziato come il riciclo eviti emissioni di CO2  in misura superiore a quelle generate dalla fase di raccolta   segnando quindi un bilancio negativo (cioè di CO2 risparmiata) di – 17,7 kg di CO2 eq per tonnellata di pannolini.

Considerando quindi l’intero ciclo di vita, dalla produzione delle materie prime al post-uso,  oggi il pannolino monouso con riciclo ha emissioni inferiori del 19% rispetto ai prodotti lavabili e del 16% rispetto alla situazione attuale dei prodotti monouso con smaltimento in discarica o incenerimento. A ciò si aggiunga che il riciclo minimizza emissioni pericolose derivanti da processi di combustione o degradazione anaerobica tipiche di discariche e inceneritori.

Nella zona in cui lo si intende implementare, il sistema eliminerà, a regime, 1.874 tonnellate di CO2 ogni anno e ridurrà di almeno 4.600 tonnellate i rifiuti in discarica per anno.

Potenzialmente, in caso di diffusione nazionale del sistema in sperimentazione a tutti i prodotti assorbenti per la persona, si potranno  eliminare il 3% dei rifiuti solidi urbani, che equivarrebbe ad eliminare almeno 3 discariche l’anno.

 


Commenti



3 Commenti

  1.    Pannolini lavabili on 17 Febbraio 2012 18:05

    i pannolini lavabili sono il futuro

  2.    Lawerence on 26 Marzo 2013 02:50

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