spazzatura secchio oro

Ricevo questa e-mail da parte del nostro amico Donato Basilli,  la quale in allegato mi ha inserito la  circolare del rimborso iva sulla nostra spazzatura ed il suo smaltimento. Questa è una domanda che interessa “tutti” per gli ultimi dieci anni ed è evidente  che va fatta con raccomandata o protocollata presso il comune di residenza.

Roma, 12 marzo 2010

Prot. n.: 198/10/GDS/SS/CP/GN

Ai Corrispondenti C.A.F. UIL S.p.A.
LORO SEDI

Circolare n.: 6/2010

Oggetto: Sentenza della Corte Costituzionale n. 238 del 16 Luglio 2009: rimborso IVA sulla T.A.R.S.U. (Tassa di Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani) / TIA (Tariffa di Igiene Ambientale).

La Sentenza della Corte Costituzionale n. 238 del 16 Luglio 2009, intervenendo nei giudizi di legittimità costituzionale promossi con ordinanze del 17 luglio 2008 dal Giudice di pace di Catania e del 7 novembre 2008 dalla Commissione tributaria provinciale di Prato sull’art. 2, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo n. 546/1992 nella parte in cui si stabilisce che “…appartengono alla giurisdizione tributaria le controversie relative alla debenza del canone (…) per lo smaltimento dei rifiuti urbani”,  ha stabilito che la TARSU (Decreto legislativo n. 507/1993) e la TIA, introdotta dall’art. 49 del decreto legislativo n. 22/1997, cosiddetto “decreto Ronchi”, hanno natura tributaria e sono, pertanto, escluse all’ambito di applicazione dell’IVA ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972.
La Corte Costituzionale ha stabilito, infatti, che “…non esiste una norma legislativa che espressamente assoggetti ad IVA le prestazioni del servizio di smaltimento dei rifiuti, quale, ad esempio, è quella prevista dalla lettera b) del quinto comma dell’art. 4 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, secondo cui, ai fini dell’IVA, «sono considerate in ogni caso commerciali, ancorché esercitate da enti pubblici», le attività di «erogazione di acqua e servizi di fognatura e depurazione, gas, energia elettrica e vapore»…(…)…entrambe le entrate, poi, debbono essere ricondotte nel novero di quei «diritti, canoni, contributi» che la normativa comunitaria esclude in via generale dall’assoggettamento ad IVA, perché percepiti da enti pubblici «per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità» sempre che il mancato assoggettamento all’imposta non comporti una distorsione della concorrenza (distorsione, nella specie, non sussistente, in quanto il servizio di smaltimento dei rifiuti è svolto dal Comune in regime di privativa)…”.
Quanto sopra anche in deroga ad una interpretazione dell’Agenzia delle Entrate espressa con la risoluzione n. 250/E del 17 Giugno 2008 che aveva stabilito, invece,  che la “tariffa di igiene ambientale (TIA)” si configura “alla stregua di un corrispettivo” e, pertanto, è soggetta all’aliquota Iva agevolata del 10 per cento, ai sensi del n. 127-sexiesdecies della tabella A, parte III, allegata al Dpr n. 633/1972.
Come a Voi noto, la TARSU è dovuta al Comune per il servizio relativo allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni svolto in regime di privativa nelle zone del territorio comunale.
La TARSU, disciplinata dal Decreto Legislativo n. 507/1993, sarà soppressa e sostituita da una nuova tariffa prevista dal Decreto Legislativo n. 152/2006 che ha soppresso la precedente tariffa, la cosiddetta T.I.A. (tariffa di igiene ambientale), già adottata da diversi Comuni in via sperimentale a norma dell’art. 49 del Decreto Legislativo n. 22 del 05/02/1997 (c.d. Decreto Ronchi).
Per il periodo 2007/2009, in attesa della completa attuazione della nuova tariffa, resta in vigore la TARSU o la tariffa adottata dai Comuni nel 2006 in virtù dell’art. 1 comma 184 della Legge n. 296/2006.
Il presupposto impositivo della tassa è l’occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, ad esclusione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie di civili abitazioni diverse dalle aree a verde, nelle zone del territorio comunale in cui il servizio è reso in maniera continuativa (art. 62 del D. Legislativo n. 507/1993).
La sentenza in argomento legittima, quindi, al contribuente la richiesta al Comune competente gestore privato o azienda municipalizzata che si occupa dello smaltimento dei rifiuti urbani, del rimborso dell’imposta sul valore aggiunto del 10% applicata sulla TARSU/TIA, attraverso la presentazione, nel termine di prescrizione ordinaria decennale, di un’apposita istanza.
Dal momento della presentazione della domanda decorrerà un periodo di 90 giorni durante il quale può accadere quanto segue:
l’Ente accoglie la domanda e procede al rimborso;
l’ Ente respinge la domanda;
l’Ente è silente per oltre 90 giorni. In tal caso il comportamento è stato equiparato al silenzio-rifiuto.
Nell’ipotesi sub 2), il lavoratore può presentare, entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento, ricorso alla competente Commissione Tributaria Provinciale.
Nel caso sub 3), il ricorso ai primi giudici può essere presentato solo dopo il decorso di almeno 90 giorni dalla presentazione dell’Istanza di rimborso.
I termini di prescrizione per ottenere il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto applicata alla tassa rifiuti hanno decadenza decennale quindi, se la domanda è presentato nell’anno 2010 sarà possibile richiedere il rimborso sulle fatture e/o bollette a partire dall’anno 2000.
La mancata attivazione della procedura indicata costringerà il contribuente a proseguire nell’indebito pagamento, come fin qui avvenuto, in assenza, purtroppo, di un automatismo di rimborso che, invece, appare necessario soprattutto a tutela delle fasce più deboli di contribuenti.
Alleghiamo alla presente un fac-simile di istanza da produrre per l’avvio delle procedure di rimborso illustrateVi.

Il Responsabile dell’Assistenza Fiscale                Il Presidente del C.d’A.
(dott. Sergio Scibetta)                                   (Gilberto De Santis )

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Modulo rimborso iva sulla tarsu

RACCOMANDATA A/R

Spett.Le
Comune di ________________
__________________________
__________________________

Oggetto: richiesta di rimborso dell’IVA relativa al pagamento della Tariffa di Igiene ambientale (TIA) / Tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU)

Il/La sottoscritto/a _____________________________________nato/a a _____________________
il _________________, C.F. ____________________________ e residente in _________________
Via/P.zza ___________________________________, numero ______ c.a.p.  _________________
in qualità di  (proprietario, affittuario…) _______________________________________________
dell’immobile sito a _______________________ in Via/P.zza _____________________________
numero ___________  iscritto al Catasto del Comune di ____________________ Sezione _______
Foglio ______ Particella _______ Sub _______ Zona _____ Categoria _____ Classe____________

PREMESSO CHE
ha regolarmente corrisposto, per il suddetto immobile, la T.A.R.S.U./T.I.A., comprensiva di IVA al 10 per cento, coma da fatture allegata alla presente

CONSIDERATO CHE
- Con la Sentenza numero 238/2009 la Corte Costituzionale ha ribadito la natura tributaria della  TARSU e della TIA, in particolare, al punto 7.2.3.6. della medesima sentenza si stabilisce che “…non esiste una norma legislativa che espressamente assoggetti ad IVA le prestazioni del servizio di smaltimento dei rifiuti, quale, ad esempio, è quella prevista dalla lettera b) del quinto comma dell’art. 4 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, secondo cui, ai fini dell’IVA, «sono considerate in ogni caso commerciali, ancorché esercitate da enti pubblici», le attività di «erogazione di acqua e servizi di fognatura e depurazione, gas, energia elettrica e vapore»…(…)…entrambe le entrate, poi, debbono essere ricondotte nel novero di quei «diritti, canoni, contributi» che la normativa comunitaria esclude in via generale dall’assoggettamento ad IVA, perché percepiti da enti pubblici «per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità».
- E’ stato, di fatto, inequivocabilmente esclusa l’imponibilità ai fini IVA della Tassa o Tariffa in argomento.
- La Corte di Cassazione civile, sezioni unite ha avuto modo di pronunciarsi nella materia con l’ordinanza n. 3171 del 2008, la sentenza n. 13902 del 2007, la sentenza n. 4895 del 2006 e con le sezioni semplici con la sentenza n. 5298, la sentenza n. 5297 del 2008 e la sentenza n. 17526 del 2007.
Ne consegue che l’Iva addebitata al sottoscritto e documentata dalle fatture in allegato risulta indebitamente corrisposta quindi
CHIEDE
1.    il rimborso di quanto versato e non dovuto come da tabella riepilogativa allegata, con riferimento agli ultimi ______ anni, oltre agli interessi legali decorrenti dal giorno dei singoli pagamenti;
2.    l’immediata cancellazione dalle fatture future e dai relativi ruoli del suddetto onere fiscale voce nonché la comunicazione alla società di riscossione ai fini dell’eventuale sgravio di quanto pregresso iscritto.

In attesa del dovuto esito che, in caso di diniego, anche nelle forme del silenzio – rifiuto, costringerà il sottoscritto all’utile prosieguo di tutela dei propri diritti.

La presente vale ad ogni effetto di legge quale formale diffida e messa in mora, anche ai fini interruttivi della prescrizione.
Firma
__________________, lì _____________            ___________________________

Vi invito a visitare questo sito e votate  no alla chiusura dell’ospedale   comitatosaintcharlesbordighera e tenervi sempre aggiornati.

Anche per quelli che sono in affitto

La richiesta può essere fatta per gli ultimi dieci anni, basta allegare le ricevute di pagamento, se uno è in affitto ed ha pagato la tassa può chiedere il rimborso dell’IVA, è da tempo che se ne parla, la circolare mi è pervenuta in questi giorni, leggiti bene la circolare che c’è scritto tutto, se il comune non risponde entro i termini stabiliti, bisogna fare ricorso alla commissione tributaria della provincia.

Modulo per rimborso  http://www.altroconsumo.it/imposte-e-tasse/20090911/modulo-per-rimborso-iva-sulla-tassa-rifiuti-con-note-esplicative-Attach_s253473.pdf

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Modulo per rimborso senza note http://www.altroconsumo.it/imposte-e-tasse/20090918/modulo-per-rimborso-iva-sulla-tassa-rifiuti-senza-note-Attach_s253833.pdf

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IMPERIA SERVIZI SRL
Imperia – Piazza A. Doria 3 – 18100
Tel. 0183. 273216 – 0183. 710725
Fax. 0183. 766140
E-mail: caafuil.im0@cafuil.it

Comunicato Stampa:

Si informano tutti i cittadini interessati, che presso le nostre sedi possono ritirare i moduli, per la richiesta del rimborso dell’IVA il 10% sulla TARSU pagata negli  gli ultimi 10 anni.

Ventimiglia – Via Ruffini 9 tel. per appuntamento 0184/633387
orario  dalle 15,00 alle 18,30;
Bordighera – Via  F.lli Biancheri, 9 – tel. per appuntamento 0184/260450,
orario dalle 09,00 alle 12,00 dalle 16,00 alle 18,30;
San Remo –   Piazza Cassini, 14 – tel. per appuntamenti   0184/536497,
orario dalle 09,00 alle 13,00;
Taggia -         Piazza Eroi Taggesi, 3 – tel. Per appuntamenti   0184/460191,
orario dalle 09,00 alle 11,30;
Imperia -        Piazza Doria, 3 tel. per appuntamenti  0183/710725,
dalle 09,00 alle 13,00 dalle 14,00 alle 18,30.

Sentenza della Corte Costituzionale n. 238 del 16 Luglio 2009: rimborso IVA sulla T.A.R.S.U. (Tassa di Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani) / TIA (Tariffa di Igiene Ambientale).

La Sentenza della Corte Costituzionale n. 238 del 16 Luglio 2009, intervenendo nei giudizi di legittimità costituzionale promossi con ordinanze del 17 luglio 2008 dal Giudice di pace di Catania e del 7 novembre 2008 dalla Commissione tributaria provinciale di Prato sull’art. 2, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo n. 546/1992 nella parte in cui si stabilisce che “…appartengono alla giurisdizione tributaria le controversie relative alla debenza del canone (…) per lo smaltimento dei rifiuti urbani”,  ha stabilito che la TARSU (Decreto legislativo n. 507/1993) e la TIA, introdotta dall’art. 49 del decreto legislativo n. 22/1997, cosiddetto “decreto Ronchi”, hanno natura tributaria e sono, pertanto, escluse all’ambito di applicazione dell’IVA ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972.
La Corte Costituzionale ha stabilito, infatti, che “…non esiste una norma legislativa che espressamente assoggetti ad IVA le prestazioni del servizio di smaltimento dei rifiuti, quale, ad esempio, è quella prevista dalla lettera b) del quinto comma dell’art. 4 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, secondo cui, ai fini dell’IVA, «sono considerate in ogni caso commerciali, ancorché esercitate da enti pubblici», le attività di «erogazione di acqua e servizi di fognatura e depurazione, gas, energia elettrica e vapore»…(…)…entrambe le entrate, poi, debbono essere ricondotte nel novero di quei «diritti, canoni, contributi» che la normativa comunitaria esclude in via generale dall’assoggettamento ad IVA, perché percepiti da enti pubblici «per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità» sempre che il mancato assoggettamento all’imposta non comporti una distorsione della concorrenza (distorsione, nella specie, non sussistente, in quanto il servizio di smaltimento dei rifiuti è svolto dal Comune in regime di privativa)…”.
Quanto sopra anche in deroga ad una interpretazione dell’Agenzia delle Entrate espressa con la risoluzione n. 250/E del 17 Giugno 2008 che aveva stabilito, invece,  che la “tariffa di igiene ambientale (TIA)” si configura “alla stregua di un corrispettivo” e, pertanto, è soggetta all’aliquota Iva agevolata del 10 per cento, ai sensi del n. 127-sexiesdecies della tabella A, parte III, allegata al Dpr n. 633/1972.

Come a Voi noto, la TARSU è dovuta al Comune per il servizio relativo allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni svolto in regime di privativa nelle zone del territorio comunale.
La TARSU, disciplinata dal Decreto Legislativo n. 507/1993, sarà soppressa e sostituita da una nuova tariffa prevista dal Decreto Legislativo n. 152/2006 che ha soppresso la precedente tariffa, la cosiddetta T.I.A. (tariffa di igiene ambientale), già adottata da diversi Comuni in via sperimentale a norma dell’art. 49 del Decreto Legislativo n. 22 del 05/02/1997 (c.d. Decreto Ronchi).
Per il periodo 2007/2009, in attesa della completa attuazione della nuova tariffa, resta in vigore la TARSU o la tariffa adottata dai Comuni nel 2006 in virtù dell’art. 1 comma 184 della Legge n. 296/2006.
Il presupposto impositivo della tassa è l’occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, ad esclusione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie di civili abitazioni diverse dalle aree a verde, nelle zone del territorio comunale in cui il servizio è reso in maniera continuativa (art. 62 del D. Legislativo n. 507/1993).
La sentenza in argomento legittima, quindi, al contribuente la richiesta al Comune competente gestore privato o azienda municipalizzata che si occupa dello smaltimento dei rifiuti urbani, del rimborso dell’imposta sul valore aggiunto del 10% applicata sulla TARSU/TIA, attraverso la presentazione, nel termine di prescrizione ordinaria decennale, di un’apposita istanza.
Dal momento della presentazione della domanda decorrerà un periodo di 90 giorni durante il quale può accadere quanto segue:
l’Ente accoglie la domanda e procede al rimborso;
l’ Ente respinge la domanda;
l’Ente è silente per oltre 90 giorni. In tal caso il comportamento è stato equiparato al silenzio-rifiuto.
Nell’ipotesi sub 2), il lavoratore può presentare, entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento, ricorso alla competente Commissione Tributaria Provinciale.
Nel caso sub 3), il ricorso ai primi giudici può essere presentato solo dopo il decorso di almeno 90 giorni dalla presentazione dell’Istanza di rimborso.
I termini di prescrizione per ottenere il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto applicata alla tassa rifiuti hanno decadenza decennale quindi, se la domanda è presentato nell’anno 2010 sarà possibile richiedere il rimborso sulle fatture e/o bollette a partire dall’anno 2000.
“La mancata attivazione della procedura indicata costringerà il contribuente a proseguire nell’indebito pagamento, come fin qui avvenuto, in assenza, purtroppo, di un automatismo di rimborso che, invece, appare necessario soprattutto a tutela delle fasce più deboli di contribuenti”.

Il Presidente Imperia servizi SRL
Donato Basilii

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Per quanto concerne il Comune di Dolceacqua mi giunge un’e-mail da Avenoso Maria Carmela che dice:

Sentenza della Corte Costituzionale n. 238 del 16 Luglio 2009: rimborso IVA sulla T.A.R.S.U. (Tassa di Smaltimento dei Rifiuti SolidiUrbani)

Ho visto sul tuo blog che informavi sulla sentanza della Corte Costituzionale riguardo l’IVA sulla T.A.R.S.U., e leggendo tutto il pubblicato lo trovato esaustivo, però mi permetto di dover dare alcuni chiarimenti inerenti l’argomento.

Nel caso di specie, il Comune di Dolceacqua, non applica l’I.V.A. sui rifiuti solidi urbani, quindi se del caso si dovesse fare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale di Imperia, riguarderebbe solamente eventuali anomalie diverse dall’I.V.A. ( superficie o cartelle già pagate). Sarebbe più conveniente e rapido contattare in prima battuta il Comune o nel caso nostro il Concessionario autorizzato alla riscossione.

Infatti se guardiamo l’avviso di pagamento inviatoci dal Concessionario, nelle voci che formano il totale non compare la voce I.V.A.

Penso che questo chiarimento sia doveroso e utile per evitare inutili ottimismi che porterebbero a perdite di soldi e tempo.

Nel augurare un buon lavoro per l’amministratre del blog, faccio i complimenti per le notizie utili che vi vengono pubblicate.


Commenti



26 Commenti

  1.    lina on 18 Marzo 2010 17:58

    è estremamente utile grazie

  2.    ANTONIO on 18 Marzo 2010 22:07

    Ho inviato mesi addietro una raccomandata all’ufficio preposto , il quale mi ha risposto che l’iva è incamerata dallo stato per cui non vi è nessun rimborso

  3.    Daniela on 18 Marzo 2010 22:59

    Informazione Rimborso spazzatura- GRADITA
    Ci proveremo
    Chissà se funziona!!??!!
    Grazie

  4.    Raffaele Pirozzi on 19 Marzo 2010 02:12

    Alcuni Comuni hanno applicato l’IVA del 10% sulla Tassa dei Rifiuti Urbani .

    La Corte Costituzionale ha stabilito che, essendo il pagamento della spazzatura una tassa, non si deve, e non si può, applicare una Tassa sulla…. Tassa!!!!!

    Pertanto è possibile richiedere la restituzione del 10%, pagato ingiustamente.

    Facciamo un esempio:

    un cittadino ha pagato ogni anno, dal 1988 al 2008, 500 Euro l’anno di Tassa di Spazzatura;

    sui 500 Euro è stata applicata l’Iva del 10% corrispondente cioè a 50 Euro l’anno.

    Tale cittadino ha diritto, secondo la sentenza della Corte di Costituzionale, al rimborso di 500 Euro;

    pari a Euro 50 x 10 annualità!!!!

  5.    Enzo on 19 Marzo 2010 14:09

    Il problema non è riuscire ad ottenere il rimborso, a cui io non credo per totale sfiducia nelle Istituzioni del nostro paese,ma cercare di evitare di pagarla anche per i prossimi anni. Credo che almeno questo presentando la domanda si riesca ad ottenere.

  6.    SARO on 19 Marzo 2010 17:24

    Grazie di cuore per la notizia… Anche se credo poco nel rimborso che dovrà fare il Comune domani presenterò lo stesso l\’istanza di rimborso… Vi farò sapere sull\’esito… A presto..

  7.    donato basilii on 19 Marzo 2010 19:15

    se il comune non risponde entro i 90 giorni come da circolare, bisogna inviare un ricorso alla commssione tributaria provinciale, chi vuole può contattarmi per avere il modulo per il ricorso.
    a risentirci Donato Basilii

  8.    davide on 17 Luglio 2010 12:06

    Il mio gestore ha risposto che ha protocollato, ma che paga solo quando ci sarà il recepimento da parte dello Stato.
    Oggi (luglio 2010) ancora non si sa nulla. Avete notizie in merito? Caso mai mi mandate una mail per informarmi? siski@tin.it

  9.    fabio on 14 Settembre 2010 15:25

    grazie della delucidazione ma purtroppo mi sono informato ed è uscito fuori che il mio comune (penne)PE non rientra in questo rimborso verso noi contribbuenti quindi non ci resta che pagare

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